Si pronuncia KAOS

 

Si pronuncia KAOS  se si  pensa al Caos, così dice il vocabolario italiano... ma a vederlo bene questo termine, dal latino CHAOS, deriva dal greco Χάος da χαίνω  indicante l’essere aperto, spalancato.

Incredibilmente, quasi, diventato poi sinonimo di confusione, al chaos latino ci rivolgiamo quando vogliamo spiegare, a volte, come ci sentiamo... dopo essere stati sotto pressione o genericamente stress, senza esserne usciti vincitori o più forti e resistenti ma al contrario pensando al nostro io come un mi sento confuso in balia del caos, sono nel caos più totale, la mia vita è caotica, non ne posso più e non voglio stare più nel caos.  

Esiodo, in Teogonia, lo indicò come entità primigenia perché dal Chaos nacque la madre terra, Gaia: « Dunque, per primo fu il Chaos, e poi Gaia dall'ampio petto, sede sicura per sempre di tutti gli immortali che tengono le vette dell'Olimpo nevoso, e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade, e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali, che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx. Da Nyx provennero Etere e Hemere che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore. » (Esiodo, Teogonia, 116-125. Traduzione di Graziano Arrighetti, in Esiodo Opere : 1998 Einaudi-Gallimard; 2007 Mondadori, p. 9).

Chaos allora è uno spazio aperto, beante, per alcuni studiosi una voragine o una fessura o addirittura  un vuoto,  per altri ancora uno spazio simile a una nebulosa senza forma, ricca già di vita nella sua essenza, se, a ben vedere, poi da lei ...sono nati gli esseri viventi.

Del resto tutti i giorni, a dirla tutta, non c’è neanche una cosa che stia veramente in ordine.

Senza ambire ad essere dei fisici, guardiamo alla nostra nebulosa vita e speriamo ogni giorno di sapere tutto ma ci addormentiamo avendo saputo poco, per non dire nulla del perché e del come, ritrovandoci con la nostra aria, il respiro, e la nostra acqua, nelle cellule, particelle infinitesimali di un Chaos universale, alternando tra Ragione e Sentimento, le scelte decisionali che colorano la nostra quotidianità, come pagine già viste ma ogni secondo della vita sempre bianche e da scrivere.

Ci illudiamo ogni giorno di controllare la nostra vita, ci impegniamo a fare in modo che sia così, mettiamo in ordine i nostri conti economici o ci proviamo, mettiamo in fila i nostri obiettivi o tentiamo di farlo, facciamo progetti e costruiamo le relazioni, dando un senso o perlomeno lo speriamo.

Quando, poi, troviamo fuori di noi l’ordine e il controllo, dentro, spesso, ci spegniamo, perché abbiamo bisogno della spontaneità, delle emozioni, del movimento e della non staticità, della non ragione, dell’energia che a volte ha una forza centrifuga e ci butta fuori, a volte è centripeta e ci riporta all'interno, e così, tra estroversione e introversione, diventiamo una parte del tutto, uno scorrere continuo, incessante, un’incertezza continua, una confusione che respira, un chaos che vive, sperimenta e cerca il coraggio di affrontare il rischio di sbagliarsi, quello che va oltre la certezza,  il rischio di amare e di non essere amati, di piangere e di sorridere di fronte ad un tramonto.

Ed allora si pronuncia Kaos, la nostra nebulosa, la nostra primigenia interna.

La nostra fragilità caotica è forza e per questo ci piace la parola resilienza, che non è resistenza e non è neanche antifragilità, come direbbero altri più importanti di noi, è proprio un sapersi riconoscere nebulosi e costruttivi nello stesso tempo, ossia disordinatamente in ordine.  

Ed allora se non un inno allo stress quotidiano, sarebbe troppo, almeno posiamo le armi del combattente e cerchiamo ogni giorno di riconnetterci con il nostro chaos calmo della vita.

 

 

LIBERAMENTE SOLO ISPIRATA DA ALCUNE FONTI ILLUSTRI:

 

Bonnie Benard (1991), Fostering Resiliency in Kids: Protective Factors in the Family, School, and Community (PDF)

Nicholas A. Kuiper (2012), Humor and Resiliency: Towards a Process Model of Coping and Growth (PDF)

Nassim Nicholas Taleb (2012), Antifragile. Evitare le eccessive precauzioni, accettare il caos e vivere felici e contenti - Sole24ore.

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