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I SEGNI IN-VISIBILI DELLA VIOLENZA, TRASFORMARSI TRA CONSAPEVOLEZZA E TRAUMA


Quando organizzammo il primo Convegno, non sapevamo il percorso che avremmo intrapreso ma sentivamo che dovevamo iniziarlo.

Le parole vittima, persecutore ci risuonavano nella testa e non volevamo rassegnarci alla narrazione, che tanto imperversa nei Media, per cui appare quasi inevitabile non solo essere ma anche restare oppressi.

Nacque così il desiderio di andare oltre, il fronteggiare ma anche il superare e poi perché no... il TRASFORMARSI.

Il dolore, la sofferenza, sentita, vissuta ci trasforma e noi con lei cambiamo forma.

Torniamo ad essere ciò che eravamo? In parte sì, in parte no.

Ed ecco che la parola Consapevolezza può acquistare un nuovo senso, dove i segni della violenza psicologica, resi in...visibili dai più, sono lì a ricordarci una parte di noi e anche come tornare a rinascere, riemergere.

In questa ricerca ed esplorazione di un terzo spazio psicologico che possa consentirci di aprire una finestra interna e anche esterna sul mondo, su noi, su chi eravamo e chi vorremmo diventare, il nostro convegno ha preso molte vie di approfondimento.

Non solo la Psicologia può aiutarci e sostenerci in questo cammino, serve ampliare il nostro orizzonte, il nostro sapere, la nostra sana curiosità di chiederci il perché delle cose e il come avanzare..

ed è in questo viaggio che si inserisce il diritto, la salute, la sicurezza, la comunità, il lavoro, la volontà di sperimentarsi, si sentirsi, di aprire il canale della comunicazione emotiva, con speranza, con arte, con coraggio, con amore.

Nella Sesta edizione del nostro Convegno annuale, le diverse sessioni di lavoro, vanno in tale direzione, vogliono aprire la finestra sul variegato mondo che ci circonda e sono un invito aperto alla ricerca di nuovi orizzonti, nuovi paesaggi da percorrere o da scoprire.

Esiste un antidoto alla violenza? certamente sì.

Soltanto insieme però .. si possono trovare le risposte.

Il trasformarsi tra consapevolezza e trauma è individuale, è collettivo.

Flavia Margaritelli





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