VIOLENZA E BISOGNI INSODDISFATTI
- Psicologa Associazione Osservatorio Salute e Sicurezza
- 12 minuti fa
- Tempo di lettura: 1 min

Cosa si intende con Comunicazione Nonviolenta (CNV)? Si tratta di un modello di studio ideato dallo psicologo Marshall Rosenberg negli anni '60, non è solo una tecnica di comunicazione, ma un vero e proprio approccio alla vita che mira a sostituire le reazioni automatiche con risposte consapevoli e basate sull'empatia.
Rosenberg partiva da una domanda: perché alcuni esseri umani riescono a rimanere empatici anche in condizioni terribili, mentre altri ricorrono alla violenza?
La risposta risiede nel linguaggio. Spesso utilizziamo una comunicazione "alienante", fatta di giudizi, critiche e pretese.
Per trasformare un conflitto in un dialogo costruttivo, Rosenberg individua 4 passaggi fondamentali:
Osservazione: Descrivere i fatti nudi e crudi, senza aggiungere valutazioni o giudizi. (Es: "Ho visto che non hai lavato i piatti" invece di "Sei il solito pigro").
Sentimenti: Esprimere come ci sentiamo in relazione a ciò che abbiamo osservato, evitando i "sentimenti-pensiero" (es. "mi sento tradito" è un giudizio sull'altro).
Bisogni: Identificare il bisogno universale che genera quel sentimento (sicurezza, autonomia, riconoscimento, ordine).
Richiesta: Formulare una richiesta specifica, positiva e realizzabile, senza che diventi un ordine o una pretesa.
Perché è così importante oggi?
In primo luogo permette di disinnescare l'aggressività e trovare soluzioni "win-win" dove i bisogni di tutti sono ascoltati.
Crea un clima di fiducia e sicurezza psicologica.
Ci aiuta a capire cosa proviamo davvero, riducendo il senso di colpa e la rabbia repressa.
Inoltre dietro ogni comportamento aggressivo, c’è una persona che sta cercando di soddisfare un bisogno e partire da se stessi aggiunge chiarezza alla relazione e potenziale serenità come pratica quotidiana.
Seguici sulla nostra pagina Facebook












































Commenti